Ascolto e riascolto questi dischi da quando sono usciti e ancora non riesco a orientarmici. All'inizio mi hanno travolto con tutta l'adrenalina che Currentzis ci butta dentro, poi ho iniziato a trovarli stucchevoli e ripetitivi, oggi sono a metà strada. Sono affascinanti e pieni di idee, ma frammentari e calligrafici: c'è una continua ricerca del dettaglio minuscolo, dell'estremo, un balzare da un campo medio a un primo piano, eppure mi manca una visione complessiva. Sarà che io concepisco i Mozart/Da Ponte come massima espressione dell'ambiguità e del non detto, e qui è tutto bianco o nero. Solo da poco ho capito la grandezza vera di Giulini nei suoi dischi fatti di vie di mezzo e sfumature.
Ieri riascoltavo le Nozze di Currentzis. L'ingresso di Antonio - un bifolco con la voce sporca alla Louis Armstrong - è sensazionale per il modo in cui l'orchestra commenta ogni frase (
dal balcone? in giardino?), così come sono interessantissimi i recitativi, anche se molto eccentrici, con certi gesti musicali esasperati (
non son mali da donne triviali, e il fortepiano si fa volgarissimo).
Nessuno traduce in dinamica il moto ondoso del Terzettino del Così Fan Tutte come fa lui e tante altre cose. Ah, e nessuno come lui - e Tiliakos - centra il "male di vivere" del Don Giovanni. Però boh.
Piccola nota gossipara: Malena Ernman, la Dorabella di questi dischi, è la mamma di Greta Thumberg.
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